Non Profit Factory al Festival del Fundraising 2019. Cosa ci portiamo a casa?

Come ogni anno anche Non Profit Factory ha partecipato al Festival del Fundraising.

Una edizione particolarmente interessante, dove gli spunti di riflessione sono stati molteplici e le occasioni di networking si sono moltiplicate.

Cosa ci portiamo a casa?

Innovatività – Crowdfunding & Corporate, un binomio insolito e vincente!

Il Festival, si sa, apre la mente! Conoscere cosa fanno gli altri, le novità messe in campo per coinvolgere nuove donatori ci spinge a riflettere su cosa stiamo facendo e ci dà nuovi stimoli per le future proposte.  E’ quello che ci è successo seguendo l’interessantissima sessione di  Federica Gargiulo sul  crowdfunding come strumento per il coinvolgimento dei dipendenti aziendali. Ed ora siamo pronti a mettere in campo le buone pratiche apprese.

Metodo – l’unica via verso il raggiungimento del risultato

Incontrare i “vecchi” colleghi (naturalmente non in termini anagrafici) fa sempre piacere, quando poi il collega in questione è Giorgio Castoldi i benefit si moltiplicano. Eh si, perché Giorgio, con il suo intervento sul fundraising alla Columbia University, ci ha davvero riportato a scuola, ricordandoci che la rigorosità del metodo e della buona pianificazione, basata su obiettivi mirati e quantificabili, non solo di tipo economico, è davvero l’unica strada per portare a casa il risultato.

Autoanalisi – public speaking

Il timore di assistere alla ennesima sessione sulla PNL e il self marketing c’era tutto ed era completamente ingiustificato! Essere efficaci nella nostra interazione con il pubblico partendo da noi stessi e dalle nostre potenzialità. Autoanalisi, quiete dinamica, scrittura automatica. Davvero una nuova prospettiva e tanti ottimi spunti da portare a casa e su cui lavorare. Grazie Cristina Raggi, ho un nuovo ambito di interesse da coltivare e approfondire, penso proprio che ci risentiremo presto…

L’1% e l’incontro con i grandi donatori

Avevate mai riflettuto sul fatto che solo l’1% del nostro tempo di major donor fundraiser è riservato alla effettiva sollecitazione del grande donatore? Sicuramente la percezione c’era, però è bello che una espertissima della materia come Chiara Blasi ce lo dica così, nero su bianco. Questo attutirà i sensi di colpa  che ci accompagneranno come sempre anche nei prossimi mesi, perché in fondo in fondo forse il board ha ragione quando pensa che potremmo incontrare un numero maggiore di aziende o fondazioni. E poi che stress per i colleghi dei programmi le nostre continue richieste di storie, foto, dati per le nostre rendicontazioni semestrali!

ASSIF e i gruppi territoriali – come moltiplicare l’effetto Festival

Last but not least, è bello portarsi a casa la consapevolezza che, anche una volta tornati alle nostre vite di sempre, tra le lande umbre abbandonate dal fundraising, non saremo soli, ma ci saranno i nostri compagni di viaggio, i colleghi del nostro gruppo territoriale ASSIF, pronti a condividere gioie e dolori del mestiere… e anche un buon bicchiere di vino, saldo rifugio del buon fundraiser.

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