La nuova programmazione europea e le opportunità per il Terzo Settore

A dicembre 2020 è stato approvato il nuovo Multiannual Financial Framework MFF 2021 – 2027, ovvero la ripartizione del budget a disposizione dell’Unione Europea per I prossimi sette anni. Un lavoro imponente di negoziazione, tra European Commission, European Parliament e Council of the European Union, iniziato nel 2018, importante non solo per le ovvie implicazioni in termini di finanziamenti e opportunità, ma anche perché é un’occasione di valutazione e riorientamento delle priorità, preziosa per imbastire un discorso comune su sviluppo e innovazione a livello europeo a cui fare riferimento nei vari livelli di attuazione, dai più locali a quelli transnazionali. Sembra scontato, ma dietro ai numeri del MFF ci sono valori e scelte che non solo sono significative per chi si occupa di progetti europei quotidianamente, ma che possono essere guida e supporto per una moltitudine di realtà, anche a livello locale.

Il budget complessivo del MFF va quest’anno unito a quello del Next Generation EU (NGEU), ovvero lo strumento temporaneo valido fino al 2023 che ormai tutti conosciamo introdotto per stimolare la ripresa a seguito dell’emergenza covid-19, sia a breve che a lungo termine, puntando a un’Europa più resiliente.

Se il MFF ammonta a 1074.3  miliardi di euro, il NGEU ne aggiunge 750.

Che cosa ci dice il MFF su dove vogliamo andare come europei? E quali le implicazioni che al momento possiamo trarre per il Terzo Settore?

Innanzitutto il MFF è organizzato in 7 aree tematiche, su cui agiscono più di 40 programmi di finanziamento, ridotti sensibilmente dopo un’azione di riordino e accorpamento, finalizzato ad una sempre maggiore semplificazione nell’accesso ai finanziamenti, e il budget é così distribuito:

Mercato unico, innovazione e digitale 12.4%

Coesione, resilienza e valori 35.1%

Risorse naturali e ambiente 33.1%

Migrazioni e gestione delle frontiere 2.1%

Sicurezza e difesa 1.2%

Vicinato e resto del mondo 9.1%

Pubblica amministrazione europea 6.8%.

Difficile imbastire in breve un discorso sulla relazione fra priorità sociali e fondi, ma certamente importanti contributi in questo senso si concentrano nelle aree Coesione Resilienza e Valori, che include I Cluster “Recovery and Resilience” e “Investing in People, Social Cohesion and Values” e Migrazione e gestione delle forntiere, con il Clusetr Migrazione che ingloba l’Asylum and Migration Fund  AMF.

In questa sede ci limitiamo a evidenziare alcuni programmi di rilevanza per il Terzo Settore e come sono cambiati nella nuova programmazione. Nella tabella di seguito sono evidenziati I programmi all’interno del MFF che più impattano sulle politiche sociali e per l’occupazione.

Fonte: Visualising the proposed European Union 2021-27 multiannual financial framework and the recovery instrument (Next Generation EU)

 

La governance sociale è definita come un processo di governo delle società in una situazione in cui nessun singolo attore può rivendicare il dominio assoluto. Nell’Unione Europea ci si riferisce principalmente in relazione alle politiche e agli obiettivi sociali, e sempre più con l’idea di porre gli obiettivi economici e sociali su un piano di parità. Tuttavia, sono disponibili diversi strumenti di governance sociale “soft”, mentre la governance economica influenza e impatta il regno sociale.” (Alessandro D’Alfonso, Angelos Delivorias, Nora Milotay and Magdalena Sapała, Economic and Budgetary Outlook for the European Union 2021, EPRS | European Parliamentary Research Service, January 2021.)

Nel 2016, l’investimento sociale nel Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) è stato modesto e la nuova proposta per il periodo 2021-2027, denominata InvestEU, ha dedicato un budget di 4 miliardi di euro (che dovrebbe produrre un investimento di 50 miliardi di euro) a “investimenti e competenze sociali”, supportato anche da altri programmi, come il programma dell’UE per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (COSME) e il programma dell’UE per l’occupazione e il sociale (EASI).

Nel passaggio tra 2020 e 2021 tra i programmi dell’UE che investono nelle persone, nella coesione sociale e nei valori, alcuni aumenteranno e altri diminuiranno. Ad esempio si è registrato un aumento significativo degli stanziamenti per Europa creativa (+37%), il programma Giustizia (+6,8%) e le agenzie decentrate (+28,1%), mentre una notevole diminuzione dei finanziamenti interesserà il Corpo europeo di solidarietà (-27,3%) ed Erasmus + (-7,7%).

Il programma ERASMUS+, dovrebbe nel settennio ricevere complessivamente un impulso, passando da 14 a 21 miliardi, un aumento però inferiore alle aspettative iniziali a causa di disaccordi tra Istituzioni e Stati Membri, anche se compensato dallimportante obiettivo dell’’istituzione di uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025.

Il programma LIFE, a supporto del Green Deal europeo (che viene comunque tenuta come priorità trasversale), riceverà un aumento di bilancio per questo periodo finanziario, passando a 5,45 miliardi di euro da 3,5 miliardi di euro. Questo programma sosterrà il passaggio all’energia pulita, all’economia circolare, alla protezione della biodiversità, all’adattamento ai cambiamenti climatici e altro ancora.

Il nuovo Programma Rights and Values è nato per coordinare la precedente frammetarietà dei fondi dedicati ai valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, contro ogni estremismo e divisioni, che sfidano l’idea di società aperte e inclusive alla base dell’Articolo 2 del Trattato dell’Unione.

Il Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument (NDICI) sarà invece il principale meccanismo di finanziamento per l’azione esterna dell’UE per la cooperazione internazionale e la cooperazione allo sviluppo, la risposta alle crisi o le azioni per la costruzione della pace nei paesi partner, con risorse per 70,8 miliardi,

Un’altra novità è il programma EU4Health,  che con una dotazione di 9.4 miliardi fornirà finanziamenti ai paesi dell’UE, alle organizzazioni sanitarie e alle ONG per il rafforzamento dei sistemi sanitari in Europa.

Nel 2021-2027 il Fondo Sociale Europeo+ diventa il principale strumento di bilancio dell’UE a supporto dell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali (una delle Iniziative di politica europea). Integrerà l’attuale Fondo sociale europeo, l’iniziativa per l’occupazione giovanile, il Fondo di aiuti europei agli indigenti e il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale, per rafforzare le sinergie e semplificare l’accesso ed è concepito per fornire un sostegno mirato all’occupazione giovanile, al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione dei lavoratori, all’inclusione sociale e alla riduzione della povertà, soprattutto tra i bambini. Nel bilancio dell’UE per il solo 2021 il FSE+ ammonterà a 12,8 miliardi di euro (componente gestione concorrente), rappresentando una quota di circa il 27% della spesa per la coesione (sottorubrica 2a).

Il budget del nuovo programma quadro per la ricerca e l’innovazione (Horizon Europe) è fissato a 81 miliardi di euro distribuiti su 3 Priorità: Eccellenza Scientifica, Soluzioni alle Sfide Globali e Competitività Industriale Europea, Innovazioni Pioneristiche ed Ecosistemi favorevoli all’innovazione. La Commissione distribuirà inoltre 1 miliardo di euro a ciascuna delle missioni specifiche: Oceano, cancro, città, suolo e adattamento ai cambiamenti climatici.

La volontà ben definita è certamente quella di integrare obiettivi economici e sociali, semplificando la struttura dei fondi e dei programmi e allo stesso tempo creando una rete di opportunità coerente e sistemica, a cui le realtà a livello nazionale e subnazionale dovranno guardare nell’ottica di una sempre maggiore integrazione e complementarietà con le proprie strategie e missioni.

Elena Gentilini

Elena Gentilini

Esperta strategie e progettazione su fondi europei e project manager, PROGETTO ARCADIA

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