Come viene e verrà valorizzato l’agire nel sociale dopo la pandemia?

Gli indicatori del Sociale saranno implementati nei Sustainability Reportings delle Aziende. L’Unione Europea infatti mantiene la sua promessa e, sviluppa il valore sociale negli Indicatori, in collaborazione con il GRI. Si cristallizzano sempre di più le nuove frontiere per il Terzo Settore.

MANAGEMENT INNOVATION, integrazione dei concetti dell’Innovazione nel Management, e NEXT GENERATION EU sono alla base di un percorso evolutivo per un linguaggio comune in ambito di valutazione d’impatto.

L’INTEGRAZIONE dei CRITERI ESG nelle dichiarazioni dei Bilanci Sociali e nel Sustainability Reportings diventeranno le fondamenta per rispondere alla richiesta degli investitori (pubblici e/o privati) che richiedono sempre di più, i risultati degli impatti realizzati.

Da qui nasce forte un’altra richiesta, quella di come fare per coordinare la nuova generazione di strumenti digitali che dovranno non solo implementare le politiche di Sostenibilità in un linguaggio comune ma permetterne il relativo monitoraggio. Questo, e non solo, è uno dei temi sempre più caldi nel settore della Finanza Sostenibile e per gli stakeholder coinvolti.

Ma c’è dell’altro… la Tassonomia EU, di cui avevamo parlato in questo articolo, si sta lavorando al secondo capitolo del regolamento: ci aspettano nuove applicazioni di metodologie ed implementazioni di criteri ed indicatori della Sostenibilità.

La frontiera della complessità ESG (dal rating alla ESG Identity) vede già in arrivo da un lato, gli impatti introdotti dal regolamento SFDR (Sustainable finance disclosure regulation), e dall’altro prevede di aumentare ed uniformare i requisiti di reporting dei processi di investimento ESG. Alcuni esperti dicono che potrebbe essere anche l’occasione di una traduzione in simulazioni operative di questa complessità tecnica e normativa. 

Ma soprattutto a ragion veduta, per il biennio 2021-2023 è previsto l’ampliamento del regolamento Tassonomia EU attraverso l’integrazione di obiettivi di carattere sociale.

Ed infine, in base al CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) inoltre gli obblighi di Report in ambito di Sostenibilità includeranno nuove fasce di soggetti che dovranno rendicontarsi, come ad esempio, società quotate nei mercati e regolamenti europei (tranne le microimprese), le PMI quotate, ecc.. Questo significa che la platea di aziende da 11.700 si estende, con l’applicazione della direttiva 2014/95/UE, a circa 49 mila aziende della nuova CSRD Proposal.

Da qui si comprende come l’adozione di pratiche di misurazione e valutazione degli impatti, in parte in via di evoluzione, dovranno traghettare da mera funzione comunicativa a veri e propri sistemi identitari e transazionali, gestendo e dando prova del reale cambiamento creato. Questo varrà sia per il settore Profit che per il settore Non Profit andando a definire ex-ante il cambiamento che si intende attuare, perché vada a caratterizzare finanche l’identità di un prodotto finanziario.

I Rendiconti, Rapporti, Bilanci Sociali e di Sostenibilità che vedono Stakeholder engagement, matrici di materialità, le metodologie di valutazione d’impatto sono entrati nell’operatività e nella comunicazione nelle pubblicità, nella politica, nel quotidiano… tanto che c’è chi dice che ormai è solo una moda e soprattutto, sembra che tutti dicano di esserlo, ma in realtà è tutto da verificare se e quali siano i monitoraggi interni ed esterni, e se si tratta solamente di buoni propositi? Sarà davvero così? 

Abbiamo tutto a disposizione, l’esperienza, le prove ed i dati scientifici, premi Nobel e personalità di indubbio valore in tutti i settori, la tecnologia e le piattaforme, la consapevolezza, la storia, gli indicatori, le leggi, la richiesta, una scadenza… il 2030!!!

ESG e Finanza Sostenibile sono una delle nuove frontiere per le professioni nel Terzo Settore? Ecco un momento di analisi rispetto alla tematica specifica nel Webinar che segue qui “Terzo Settore e Finanza Sostenibile prove per il futuro”.

Il Terzo Settore ora più che mai non può e non deve rinunciare alla sfida della misurazione dell’impatto proprio ora che il “sociale” è entrato a far parte in maniera stabile anche del linguaggio delle imprese. 

Ricordiamoci anche che lo sviluppo post pandemico in Italia oggi è fatto dal Terzo Settore, il terzo pilastro della Next Generation EU riguarda proprio la povertà assoluta e povertà nuove e nel modello di sviluppo del PNRR, il Terzo Settore avrà un ruolo molto importante. La crescente richiesta di bisogni sociali da parte di ogni comunità attribuisce un valore tangibile all’operato delle organizzazioni non profit per collaborare con il mondo delle imprese, fornendogli strumenti innovativi per lavorare insieme verso una nuova era di cambiamenti. Inoltre è fondamentale sottolineare quanto il mondo della finanza tutto è coinvolto in questo dialogo con il Terzo Settore: solo con il Welfare solido si crea la base per uno sviluppo che porti redditività e solidità al sistema finanziario stesso.

Davvero permane il pensiero che il mondo non migliorerà mai? E se davvero riuscissimo vigilando a fare sempre meno peggio?  Fino ad arrivare ad un equilibrio condiviso? Innamorarsi della bellezza del valore della vita e della natura… aspirando ad una sana serenità giusta per tutti? 

Al momento non resta che crederci e dare il massimo per le giovani generazioni, perché venga portata avanti la cultura del bene comune, quella responsabilità condivisa, che è un dovere verso il futuro per rendere le nostre comunità più sostenibili. 

Cominciamo a lavorare insieme!

Anche via Skype con programma personalizzabile.

In sintesi

Per chi

a quanti operano in organizzazioni non profit e aziende profit

Quando

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