‘Donare’ fa rima con ‘saper comunicare’

E’ giunta l’ora di affrontare lo “spinoso” quanto fondamentale tema della comunicazione sociale.

Siamo un’organizzazione territoriale, non abbiamo un budget specifico da destinare alla comunicazione, per avere strumenti adeguati e aggiornati, o tanto meno per ricorrere ad agenzie esterne o avere un dipendente esclusivamente dedicato?

La comunicazione è vissuta come uno strumento accessorio da attivare sporadicamente e su singole iniziative piuttosto che una leva strategica da gestire in modo da supportare e potenziare la raccolta fondi, magari seguendo un piano strategico adeguatamente redatto?

Cosa possiamo fare?

Piano di comunicazione annuale e Piano editoriale mensile

Il secondo semestre dell’anno è il momento migliore per pianificare la comunicazione dell’anno successivo. Un piano di comunicazione che dovrà essere sinergico al piano di fundraising. Anche se abbiamo poche risorse da dedicare un Piano di comunicazione, semplice e snello, è indispensabile. Vi definiremo i principali obiettivi, i messaggi e gli strumenti che vogliamo mettere in campo, tenendo conto delle esigenze del fundraising. Fatto questo sarà più semplice realizzare l’altrettanto importante Piano editoriale, una programmazione mensile dei contenuti da diffondere tramite i canali online e offline utilizzati dalla nostra organizzazione.

Le persone e le competenze necessarie
Per gestire in maniera adeguata e minimamente efficace la comunicazione abbiamo bisogno di almeno una risorsa che dedichi minimo 8 ore a settimana alla comunicazione. L’ideale sarebbe che sia già formata abbia quindi delle capacità base di copy writing, social media management, grafica e comunicazione sociale in generale.
Laddove queste skills non fossero a nostra disposizione, abbiamo l’arma vincente dei volontari, non solo singoli ma anche agenzie di comunicazione che ci donino i loro servizi pro bono. Fotografi, grafici, copywriter, social media manager, giornalisti: potremmo reclutarli come volontari e poi nel tempo ritagliare, nei progetti da presentare ad aziende o fondazioni, piccoli budget dedicati. Ci si lamenta spesso che non si riescono a coinvolgere i giovani nel volontariato: quale occasione migliore?!

La cassetta degli attrezzi
Nella comunicazione la tempestività è tutto, dobbiamo quindi tenerci sempre pronti.
Durante la quotidiana gestione delle nostre attività e di quelle dei nostri colleghi (ne abbiamo parlato nel post “Nel fundraising l’eroe solitario non esiste!”) dobbiamo raccogliere e archiviare ordinatamente foto e storie utili per la comunicazione delle attività dell’organizzazione durante l’anno. Dobbiamo quindi costruire nel tempo un database fotografico e di storie / testimonianze, con il preziosissimo supporto di volontari e colleghi che operano quotidianamente a contatto con i beneficiari.
Mentre pianifichiamo la comunicazione dobbiamo definire il portfolio progetti, ovvero le due o te proposte progettuali su cui intendiamo lavorare nei mesi successivi a livello di raccolta fondi. Per ogni progetto avremmo definito chiaramente: esigenza da risolvere, soluzione proposta, obiettivi, attività, tempi, budget, almeno 5 foto e almeno 2 storie.
At last but not least, se non l’abbiamo già fatto, occorre definire chiaramente e in maniera univoca, per tutti (!) la visual identity dell’organizzazione: tutti gli elementi visivi e fisici che rappresentano il brand, ossia il logo, il font utilizzato, i colori e il design generale dei mezzi di promozione che devono essere creati allo scopo di evocare determinate sensazioni ed esperienze associate al brand dell’organizzazione nel proprio target di riferimento.

Gli strumenti base per la comunicazione istituzionale
Una volta riempita la Cassetta degli attrezzi, occorre mettere in campo gli strumenti minimi per far sapere alla nostra comunità di riferimento che esistiamo e che operiamo in suo favore, producendo un impatto sociale tale da meritare di essere sostenuti e supportati dalla comunità stessa.
I 4 indispensabili sono:
Sito – anche molto semplice, l’importante che sia d’impatto, con molte foto, pochi contenuti ma efficaci, responsive (ovvero con una grafica che si adatta a seconda del dispositivo da cui ci si collega), facilmente navigabile, sempre aggiornato… e naturalmente fundraising oriented!
Social – è indispensabile avere una Pagina Facebook, se abbiamo un buon database di foto dovremmo essere presenti anche su Instagram. I social vanno aggiornati almeno 2 volte a settimana e devono essere gestiti eventuali commenti e messaggi.
Presentazione istituzionale ed annual report – due documenti che devono essere chiari e sintetici. Pochi numeri che facciano capire chi siamo e l’impatto che produciamo; molte foto e storie di beneficiari, volontari e donatori che ci raccontino e possibilmente utilizziamo infografiche: tutto ciò ci aiuterà ad essere efficaci e la trasparenza regnerà sovrana!

La comunicazione di prodotto
Accanto alla comunicazione istituzionale, dobbiamo prepararci anche gli strumenti per la così detta “comunicazione di prodotto” ovvero direttamente legata a specifici canali di raccolta fondi. Qui occorre fare  un distinguo a seconda che  ci si proponga di andare a coinvolgere potenziali major donors o ci si stia orientando verso campagne di mass marketing.
Nel caso di proposal per major donors, la messa a punto degli strumenti va fatta rigorosamente in casa ed affidata al fundraiser che si occupa di questo settore.
Nel caso invece di campagne di mass marketing, l’ottimale sarebbe rivolgersi ad una agenzia creativa, almeno per sviluppare il concept della campagna, che poi può essere declinato nei vari supporti. L’importanza di questo passaggio, davvero fondamentale per una adeguata costruzione dell’immagine di una non profit e per un suo efficace posizionamento, viene, nella nostra esperienza, sottovalutata assai frequentemente. Eppure risulta fondamentale perché l’organizzazione cominci ad essere percepita dalla propria comunità di riferimento come un serio, affidabile e capace interlocutore in grado di gestire e risolvere problematiche sociali di rilevanza comune. A questo proposito è bene sottolineare come spesso, molte agenzie del territorio, siano disposte ad aiutare pro bono le organizzazioni locali e come, anche in questo caso, sia di fondamentale importanza riuscire a coltivare delle buone relazioni nella comunità di riferimento.

Continua a seguire il nostro blog, a settembre torniamo con interessanti novità!

Cominciamo a lavorare insieme!

Anche via Skype con programma personalizzabile.

In sintesi

Per chi

a quanti operano in associazioni, fondazioni, cooperative sociali, imprese sociali e in generale in organizzazioni non profit in qualità di dirigenti, responsabili, collaboratori, volontari

Quando

via Skype, di persona (terminata l’emergenza Covid-19)

Come funziona

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